Ccnl dei croupier: bufera sul tavolo della trattativa
Scritto da Anna Maria Rengo
Martedì 26 Gennaio 2010 12:08
Alle 14 inizia la riunione ‘ufficiale’. Ma nella manciata di ore che mancano all’incontro fissato nella sede milanese dell’Enpam se ne susseguiranno una serie. In casa Fisascat-Cisl, innanzitutto, dalla quale uscirà, assicurano, una posizione unitaria. Intanto, ad anticipare i termini della contesa è Giovanni Pirulli, della segreteria nazionale Fisascat-Cisl: “Come sindacati confederali – assicura – siederemo al tavolo della trattativa con Federgioco per definire un protocollo d’intesa che porti alla firma dell’atteso contratto collettivo nazionale per i dipendenti delle quattro case da gioco italiane”.
E quanto alla possibilità di sedere allo stesso tavolo con i sindacati autonomi: “Ritengo difficile che siederemo a uno stesso tavolo con sigle che per quanto riguarda altri settori del commercio e del turismo hanno sottoscritto hanno sottoscritto contratti la cui parte economica è del 30 percento inferiore rispetto ai nostri. È il caso della Cisal”.
Il tavolo unitario di trattativa chiesto da Federgioco rischia dunque di spaccarsi prima ancora di essere composto, visto la pregiudiziale che la Cisl pone circa la partecipazione delle sigle autonome, con particolare riferimento allo Snalc-Cisal, che costituisce peraltro il sindacato più rappresentativo nei quattro casinò italiani, anche se la Fisascat-Cisl contesta i dati affermando piuttosto di essere lei quella più presente nelle case da gioco. Resta da vedere se Cgil e Uil seguiranno la linea della Cisl. Pare infatti che almeno i due terzi della triplice abbiano un atteggiamento più ‘morbido’ verso un tavolo di trattativa che, come spiegano alla Uilcom-Uil, nasce già su un terreno irrituale, in quanto di solito sono i sindacati a chiamare la controparte, e non viceversa, come in questo caso. Inoltre, sempre in casa Uil, la distinzione da operare è semmai tra sindacati presenti a livello nazionale (dunque Snalc e Ugl) e quelli che invece hanno una valenza solo regionale (come il valdostano Savt) o aziendale (come il veneziano Rlc). Il percorso da seguire potrebbe essere dunque quello di un contratto sottoscritto a livello nazionale, cui gli altri sindacati ‘aderiscano’. L’Slc-Cgil non lamenta invece particolari problemi per quanto riguarda il rapporto con lo Snalc, e auspica un ‘percorso serio’ che potrà essere stabilito solo nel corso dell’incontro fissato per le 14.
Bruno Dallou, segretario regionale del Savt, critica la posizione della Fisascat-Cisl: “Trovo antidemocratico che un’organizzazione intenda escluderne un’altra dal tavolo della trattativa sindacale e che addirittura ponga la pregiudiziale ‘o noi o loro’, poi ovvio che ciascuno avrà la sua posizione in materia di contratto di lavoro. Mi auguro comunque che questa diatriba si possa ricomporre”.
L’ago della bilancia è comunque rappresentato da Federgioco e dalla posizione che intende assumere nei confronti delle (eventuali) richieste della Fisascat-Cisl, che potrebbero essere (il condizionale è d’obbligo) supportate dagli altri due componenti della triplice. La posizione, assicurano fonti di Federgioco, sarà netta, ma c’è anche da fare i conti con la Fipe-Confcommercio, cui la federazione che raccoglie i quattro casinò appartiene.
Certo, le premesse perché oggi si entri nel merito del protocollo sembrano non esserci. Potrebbe essere un’occasione mancata, in considerazione della situazione che le quattro case da gioco tricolori, e a cascata i loro dipendenti, stanno vivendo, con lo stallo nel mercato dell’azzardo e con il moltiplicarsi dell’offerta del gioco pubblico che richiedono misure immediate e, possibilmente, unitarie.
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